Mulini e Gualchiere la alta ingegneria della Barbagia
Un fantastico itinerario alla scoperta degli antichi mulini della Barbagia. Un racconto che ci parla di tradizioni antiche e ai più sconosciute

Percorso
che si svolge su due tappe: Olzai e Tiana. Si tratta di un percorso
culturale e paesaggistico di notevole interesse: Il Mulino di Olzai è
l’unico in legno ancora funzionanate in tutta Italia, mentre la
Gualchiera pare sia l’unica funzionante in tutta Europa! Gli spostamenti per poter visitare i due siti possono essere effettuati in auto o in bici, i due paesi distano circa 20 km.
OLZAI: SU MULINU VETZU

olzai-vecchio mulino-ad acqua
Il mulino ad acqua, chiamato “Su Mulinu Vetzu” si trova nella parte alta del paese di Olzai, particolarmente suggestiva anche per la folta vegetazione. È strettamente legato all’economia di un tempo, quando il paese era tra i più attivi dell’isola quanto a produzione del grano e lavorazione dei suoi derivati. Descrizione: il mulino risale al Settecento ed è stato restaurato e reso nuovamente funzionante tanto da permetterne l’uso tuttora. È una costruzione realizzata con pietra a vista e si sviluppa in due parti complementari: due alti muri contengono la grande ruota ad acqua che con la sua forza motrice mette in azione la pietra necessaria alla molitura. Sopra di essa, incassata nella pietra, è presente una canaletta che raccoglie l’acqua. A fianco si colloca il fabbricato del mulino vero e proprio con una facciata uniforme e interrotta soltanto da due piccole finestre. All’interno, pavimentato in pietra, sono visibili gli ingranaggi in legno che ricevendo la forza motrice dell’acqua mettono in movimento il meccanismo che permette alla grande mola di pietra di macinare il grano. Oggetti e strumenti tipici della macinazione sono esposti nei vari ambienti.
La Gualchiera di Tiana

Tiana si estende nella valle del fiume
Tino nella Barbagia di Ollolai circondato da lecci, sughere, castagni e
noci e dai rilievi del Massiccio del Gennargentu che superano i mille
metri. Nel 1800 fu meta del Grand Tour, impresa compiuta dai giovani
dell’intellighenzia europea. Il paese era inserito fra i luoghi che, per
fascino e cultura, erano considerati importanti per la formazione dei
giovani. Grazie alle ricchezze del paese i suoi viaggiatori lo
definirono un luogo paragonabile al paradiso terrestre e al giardino
islamico del Corano. A Tìana, nel fondovalle a circa un Km. dal centro
abitato , in località Gusabu, si trova il Museo di archeologia
industriale ”Le Vie dell’Acqua” costituito da un mulino e da due
gualchiere siti in località Gusabu sul rio Torrei. Essi costituiscono
due esempi di archeologia industriale e rurale, ancora perfettamente
funzionanti. Pare che in tutta Europa siano rimaste solo due Gualchiere
ancora funzionanti una appunto a Tiana e l’altra a Pamplona. Le
gualchiere furono costruite nel ‘700 e venivano utilizzate per la
follatura (battitura) dell’orbace, tipico panno sardo ottenuto dalla
lana di pecora. Coi grandi magli di legno azionati dall’acqua del Rio
Torrei, batteva l’orbace per ammorbidirlo e renderlo impermeabile e più
resistente. Mentre il molino veniva utilizzato per la macina del grano
prodotto nelle valli di Tìana. Gualchiera e mulino vengono messi in
funzione durante la visita guidata al sito.
FUNZIONE DELLA GUALCHIERA 
L’orbace è un antico tessuto ottenuto
dalla filatura della lana di pecora mediante una specifica
lavorazione.L’ORBACE è il più antico tessuto sardo che si conosca , se
ne produceva in grandi quantità già nel 206 a.c. ed è stato il tessuto
della tradizione sarda più usato fino al 1900. Esso era di qualità e
fattura diversa a seconda delle categorie sociali alle quali era
destinato e al vario uso: su gabbanu o saccu de imboddiare (cappotto del
pastore) all’abbigliamento del costume tradizionale.L’armatura del
tessuto è a tela e il colore, tipicamente scuro, è dato con la
tintura. La particolarità dell’orbace, ottenuto selezionando i peli più
lunghi durante la fase della cardatura, era quella di aver subìto dopo
la tessitura, un processo di follatura che ne provoca l’infeltrimento.
Per questo motivo, dopo la tessitura, l’orbace veniva portato nelle
gualchiere, is craccheras passato al bagno e follato a lungo con dei
magli di legno azionati da ruote idrauliche lungo il corso dei fiumi. In
tal modo infeltriva e diventava impermeabile.Per ultimo veniva tinto e
ciò avveniva usando le colorazioni naturali più facilmente reperibili e
più efficaci per ottenere il nero, il marrone , il giallo e il rosso.
scopri olzai
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